Le schiume nei mari olandesi davanti a Scheveningen.. il solito evento naturale…
il caso olandese
Il caso della schiuma in mare di fine maggio nelle coste olandesi di Scheveningen, la marina dell'Aia, è rimbalzato con commenti in tutto il mondo, suscitando l'interesse e lo stupore anche dei surfisti più noti come Kelly Slater, che commentò e espresse tutto il suo cordoglio per l'accaduto alla comunità surf olandese.
Cinque ragazzi, di cui 3 molto esperti furono travolti da una marea di schiuma che non gli diede la possibilità di portarsi in salvo. Durante una normalissima sessione di surf in una situazione leggermente più estrema del solito, diversi surfisti furono sorpresi da tale evento inconsueto. A nulla servirono i soccorsi arrivati in meno di 7 minuti e i tentativi di trovare le due ragazze e i ragazzi nel mezzo di quello straordinario accumulo di schiuma. Uno di loro vedendo arrivare l'ammasso schiumoso decise di allontanarsi a largo anziché provare l'approccio a riva e quella fu la decisione che gli salvò la vita. Fu recuperato dall'elicottero diverse ore dopo. La comunità di Scheveningen piombò per giorni sotto la cappa di gelo e confusione intensa, mista ad incredulità, che solo la "morte in casa" può far provare. I ragazzi erano surfisti esperti e bagnini professionisti e non ci si poteva accettare che un fatto come questo potesse accadere. Fu spiegato che per cause del tutto naturali tali eventi possano accadere in giornate particolarmente ventose e con onde alte.
Il fenomeno delle schiume nel mondo
Ma è un fenomeno isolato o ci sono altri casi nel mondo? All'inizio di Giugno 2016, un tratto della Gold Coast Australiana di Queensland fu invasa durante una forte perturbazione da schiuma. A Gennaio di quest'anno nella costa Brava spagnola, durante la tempesta Gloria la città vecchi di Tasso de Mar fu invasa da una schiuma generata dalle onde di 8 metri che arrivarono sino ai balconi delle case. L'ultimo in termini cronologici è l'evento sudafricano, dove la città di Capo Town è stata invasa da un enorme quantità di schiuma. Io aggiungo parallelamente un caso indiano allegandovi un video (Inquinamento in India: i bambini giocano ignari in un mare di schiuma tossica) che mi permette di argomentare seguendo un certo filo logico che troverà riscontro inoltrandoci nell'argomento. E' quindi possibile che siano degli eventi di cui prendiamo coscienza solo ora che ci sono migliaia di telefoni pronti a riprendere qualsiasi cosa si muova attorno a noi come nell'episodio n. della serie "Black Mirror" e non se ne sia parlato particolarmente nella storia?
Schiume italiane
In Italia, il fenomeno è conosciuto in scala molto ridotta e ne troviamo traccia nel 2018 su Ravenna Today "Schiuma bianca lungo la costa: Arpae spiega questo curioso fenomeno", di cui ci avvarremo per capire cosa possa aver generato questo evento, con l'aiuto di questo articolo su cui intervistarono Carla Rita Ferrari, responsabile della struttura oceanografica Daphne, che spiegò:
"Le macroalghe verdi sono del tutto innocue e appartengono alla famiglia delle Ulvacee, che stagionalmente fanno la loro comparsa - illustra Ferrari -. Queste macroalghe restano fissate al substrato solo nei primi stadi di sviluppo, in seguito si staccano e tendono ad essere trasportate dalle correnti e dal moto ondoso, accumulandosi nei pressi dei porti e sulle spiagge. I fenomeni eutrofici sostenuti da microalghe stanno interessando l’intera costa emiliano-romagnola dalla battigia fino al confine delle acque territoriali, con concentrazioni elevate soprattutto nella parte settentrionale dell’area, direttamente investita dagli apporti del bacino padano, a seguito delle intense precipitazioni che hanno interessato tutta la pianura padana".
Precisa ancora Ferrari: "Le alte concentrazioni di clorofilla “a” (indicatore di trofia) sono sostenute da uno sviluppo microalgale caratterizzato da Diatomee appartenenti in particolare al genere Chaetoceros che conferisce alle acque una classica colorazione marrone. La sinergia tra l’azione del vento e il moto ondoso ha favorito la formazione di materiale organico bianco-giallastro addensato (schiume) in superficie, sia al largo che in costa, arrivando ad entrare anche in alcuni portocanali. L´avvistamento lungo la battigia di schiume bianche di dimensioni contenute è un fenomeno ricorrente, anche se non frequente". Inoltre,"Queste "schiume" in mare, analizza il responsabile della struttura Daphne, "sono spesso dovute alla sostanza organica particellata presente nell´acqua di mare (generata dall’intenso fenomeno eutrofico) che viene trasformata “montata” in schiume per azione del moto ondoso e del vento. Questa "trasformazione" si realizza più frequentemente in prossimità di substrati duri (nel nostro caso scogliere frangiflutto, pennelli portuali, massi di protezione) ed in maniera più evidente dopo mareggiate. Le schiume così formate persistono anche per giorni ed è possibile avvistarle "spiaggiate" anche in giornate di calma piatta".
Che dire molto accomodante e rassicurante. La "sostanza organica" come termine mi fa quasi sentire meglio. Quindi le sostanze nutritive (oltre alle plastiche ndr) che dai fiumi arrivano al mare sono azoto e fosfato. Per chi non riesce a seguirmi vi indico un articolo tratto da "L'informatore Agrario" del 2019 e dal titolo "Il ruolo fondamentale di azoto e fosforo nell'agricoltura moderna".
Alcune nozioni sulla Eutrofizzazione che genera la schiuma "naturale"
Cercando ed utilizzando come collegamento del fenomeno delle schiume all'agricoltura intensiva, possiamo avvalerci della spiegazione che la Ullmann Encyclopedia da al fenomeno della "eutrofizzazione":"il fattore limitante principale dell'eutrofizzazione è il fosfato." La disponibilità di fosforo favorisce generalmente eccessiva crescita delle piante e la decadenza, favorendo semplici alghe e plancton su altre piante più complicate, e provoca una grave riduzione della qualità dell'acqua. E' qui che il fenomeno descritto come mezza verità "naturale", giustificherebbe tali eventi. Uno studio sull'inquinamento da fosfato e stato pubblicato sulla rivista scientifica Water Resources Research, una rivista dell’American Geophysical Union, ha stimato la quantità globale di sostanza derivante dalle attività umane nei corpi idrici dal 2002 al 2010. Come anticipato in precedenza, il fosfato è una delle componenti principali di fertilizzanti e concimi utilizzati in agricoltura per aumentare il rendimento delle colture. Purtroppo non tutto il quantitativo utilizzato viene assorbito dalle piante e molto di esso viene accumulato nel terreno. Come conseguenza, l'eccesso di fosforo si deposita nelle falde, i fiumi i laghi e nelle coste. Le attività agricole su scala globale hanno causato l'immissione di 1,62 tonnellate l'anno di fosforo nei principali bacini di acqua dolce. Tali quantità infatti, hanno superato la capacità di assimilazione dei corpi di acqua dolce nel 38% della superficie terrestre e si tratta del 90% dei territori che ospitano la specie umana. Non risulta particolarmente difficile associare quindi le due cose. E lo schema che si presenta agli occhi di chi lo vuole vedere è sempre lo stesso. Noi umani impattiamo utilizzando sistemi non ottimizzati delle risorse e delle sostanze che immettiamo in natura, creando scompensi all'ecosistema che ci ospita. Ci riusciamo addirittura con sostanze che potenzialmente dovrebbero avere proprietà positive. Utilizzandole come se non ci fosse un domani, in nome del profitto e del consumo sfrenato di risorse naturali e di cibo. Basti pensare che poi, come se non bastasse, più del 30% del cibo prodotto in questi modi, non viene consumato e buttato.Il video dei bambini indiani
Ora ci troviamo in India, dove dei bambini e famiglie giocano tra la schiuma tossica nel mare di una spiaggia definita inquinata (con tutte le ragioni), a causa delle intense piogge dei giorni precedenti che ha portato le sostanze chimiche frutto delle lavatrici delle case (si avete capito bene..) e inquinamento vario industriale. Lo sgomento è forte. Bambini che giocano in quello schifo chimico senza rendersi conto che sia dannoso. I più accorti ben pensanti, sensibilizzati da tale evento da un bel video (e non lo dico con sarcasmo), si indignano dall'alto della società moderna, che mai permetterebbe un tale scempio e come dei perfetti turisti delle disgrazie altrui, sempre distanti da noi e che quindi, ci riguardano marginalmente, siamo pronti (purché a distanza) ad essere parte attiva della soluzione, donando un euro magari, con il quale ci si lava la coscienza. E' strano come i casi "occidentali" sembrino del tutto differenti da quelli "meno occidentali", pur nei fatti dimostrarsi molto simili. Quasi scontato, la motivazione dei nostri esperti locali, che rispondono a domande ben precise, di modo da non dare troppe informazioni, in particolar modo quelle sgradite ad alcuni, come magari a bagnanti paganti di un lido che iniziano a infastidirsi e a fare molte domande scomode ai gestori degli stabilimenti, sulla quella schiumetta servita quotidianamente sulla battigia. Risposte che certificano la naturalità dell'evento. Quasi normale anche se non frequentissimo. O nel caso delle grosse tempeste e ovviamente tutta la forza di madre natura.I risvolto sociale dell'ignorare tali segnali
Però.. non vi sembra strano? Per un po di schiumetta si fanno articoli per certificare la naturalità quando intaccano interessi degli addetti al turismo e nel caso olandese, nonostante i morti, si accerta senza andare oltre, considerato che il caso è ben diverso visto il prezzo pagato dai ragazzi che erano li solo per fare sport, allenarsi e avere una vita sana? Mi sarei aspettato che un evento così impattante sulla comunità del surf avesse giustificato un approfondimento, che potesse giustificare tale evento. E non solo che è tutto naturale (in occidente). La spiccata capacità di noi occidentali di ignorare segnali, ed accontentarci di facili soluzioni e mezze verità ben edulcorate per non dover affrontare problematiche, che dovrebbero riguardarci non finirà mai di stupirmi. L'ignorare l'enorme elefante nella stanza, nonostante addirittura ogni tanto ci schiacci un piede nel muoversi, è diventato naturale come la schiuma che invade in tutto il mondo le coste e le città sulle coste. Siamo veramente sicuri, che tutti i prodotti che mettiamo sulla nostra pelle, per cercare in qualche modo di lavar via o coprire la puzza di essere umano, o i prodotti frutto della chimica, che contengono detergenti, saponi e disinfettanti, SILICONE degli ammorbidenti, non riescano a finire in natura perché noi occidentali siamo tecnologici e culturalmente avanzati? O ce la stiamo semplicemente raccontando come soluzione che non ci faccia sentire meno impattanti rispetto quegli "sfigati" degli indiani? Se chi tiene veramente all'ambiente mi consiglia di lavare i miei capi sintetici in un sacchetto che permetta di trattenere le fibre plastiche, che altrimenti andrebbero disperse nell'ambiente, considerato il fatto che i depuratori non sono in grado di trattenerle, come IO, animale pensante per quasi la maggior parte del tempo, posso accettare tale ipocrisia? L'ipocrisia che vede i bambini indiani nuotare nella schiuma chimica e noi occidentali in quella naturale. E solo un caso che questi eventi siano successi in zone altamente popolate o con produzioni intensive agricole?Tirando le somme
Siamo sicuri che il concetto di produzione e consumo, di sfruttamento e gestione delle risorse che dovrebbero essere beni comuni che prestiamo dalle nuove generazioni sia sostenibile? Ci possiamo così definire una civiltà moderna? O la modernità dovrebbe comprendere, ormai che dovremmo aver capito, visti i vari segnali che la natura ci invia e anche queste schiume sono uno dei segnali? Siamo nell'era dell'informazione e della conoscenza eppure permettiamo che tali conoscenze non fluiscano correttamente per creare consapevolezza nelle persone. Visti i risultati dovremmo riconsiderare personalmente questo sistema. Mi sembra ovvio che su questo non potremo affidarci a chi il problema lo ha generato ma dovrà partire da ognuno di noi nelle decisioni quotidiane: cosa comprare e perché, ne ho veramente bisogno? E soprattutto come è stato prodotto quello che sto comprando? Solo in questo modo potremo dirottare quella "entità superiore" che venerano i neo-liberisti e che a detta loro si autoregola con i risultati che abbiamo tutti sotto i nostri occhi. Ha ormai i connotati di una religione a cui tutti siamo devoti, acquistando quel che il "Dio Mercato" ci propone anziché dirottalo verso le scelte sostenibile. Il mercato è fatto dalle nostre scelte negli acquisti. Come probabilmente avrete capito, nei sistemi complessi ma "finiti" come il nostro, non possono esserci solo risposte semplici. Ogni volta che ci propongono soluzioni facili da digerire su eventi di tale portata dovremmo far si di capire meglio la sorgente del problema. Parliamo di equilibri che forse cinquanta anni fa potevano apparire immensi ed infiniti, ma la globalizzazione e l'era dell'informazione ci da la possibilità di poter unire tutti i tasselli del puzzle se vogliamo capire. Ma questo presuppone l'intenzione di volerlo. Le percezioni della realtà è condizionata dalle informazioni che riusciamo a raccogliere e correlare tra loro. Senza senza una giusta informazione non possiamo che essere in balia degli eventi di cui potremo solo essere inconsapevoli spettatori.
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